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Credito alle banche e non alle famiglie

19 gennaio 2010
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Prestiti ed indebitamentoArriva l’allarme alle banche, secondo il presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini

è raddoppiata negli ultimi 10 anni la quota di ricchezza nazionale che non va alle famiglie e che finisce invece nelle tasche delle banche e mondo finanziario, mentre si è ridotta di un terzo la quota andata alle imprese”.

Credito e liquidità, quindi non mancano di certo alle banche ma sono assenti dai bilanci delle famiglie che intanto vedono crescere il PIL fino a quota 111,1 mentre mantengono un reddito disponibile pari solo a 107. Far fronte alla crisi economica senza la possibilità di accedere al prestito e quindi a disponibilità finanziaria liquida è praticamente impossibile per molte realtà italiane.

Le banche non erogano prestiti ai privati ed alle aziende creando uno scompenso che va regolato se si vuole sperare che le famiglie italiane siano in grado di sostenersi senza ricorrere all’indebitamento massiccio. C’è da ricordare infatti che il motore dell’economia nazionale non è costituito dagli istituti di credito ma dal consumo della popolazione.

Fonte: Finanza Mercati 15/01/2010 Pag. 4


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