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Vendite allo scoperto: da oggi scatta l’obbligo della Consob di comunicare i ribassi

11 luglio 2011
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Nuovo regime di trasparenza e vendite allo scoperto: tutti i dettagli del provvedimento approvato dalla

Da oggi entra in vigore un nuovo regime di trasparenza che regolamenterà le vendite allo scoperto di titoli azionari. Il provvedimento approvato dalla Consob intende contrastare le speculazioni nel settore borsistico, equiparando la normativa italiana a quella in vigore nei principali Paesi europei. Dunque, tutti gli investitori, che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari oggetto di compravendita nei mercati regolamentati italiani, sono tenuti a darne comunicazione all’organo di vigilanza. Il provvedimento in questione è importante perché renderà più forti i poteri di vigilanza della Consob, resi necessari in una fase come quella attuale, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell’andamento delle quotazioni.
Ma cosa sono nello specifico le vendite allo scoperto? Esse sono operazioni che sfruttano la possibilità dei mercati finanziari di poter cedere un titolo azionario senza averlo materialmente in mano. Come si può intuire, quest’attività è legata strettamente alle speculazioni dei prezzi al ribasso che rappresentano un grave pericolo se effettuate dai grandi investitori.

In che modo La Consob contrasta le vendite allo scoperto?

Già dopo il fallimento della Lehman Brothers la Consob era intervenuta per contenere le vendite allo scoperto: in quell’occasione, infatti, l’Autorità decise che la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate in borsa dovesse essere assistita dalla disponibilità dei titoli da parte dell’ordinante al momento dell’ordine e fino alla data di regolamento dell’operazione. Tale disposizione limitò di fatto la pratica di vendita speculativa. Oggi, invece, l’autorità di vigilanza ha predisposto nuovi obblighi di comunicazione alla Consob, qualora i titoli superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo scatta al conseguimento di una posizione netta del titolo intorno allo 0,2% del capitale dell’emittente. Successivamente, l’obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale. In questo modo il fenomeno delle vendite allo scoperto è stato ulteriormente ridotto.


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