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Disciplina sui cattivi pagatori: nuove norme per cancellare i pagamenti in ritardo dalle centrali rischi

26 settembre 2011
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Legge 106 del 12 luglio 2011: ecco le novità della disciplina sui cattivi pagatori

Ci sono importanti novità in merito alla disciplina sui cattivi pagatori. Le modifiche al riguardo sono state introdotte dalla legge 106 del 12 luglio 2011 (conversione del decreto legge 70/2011). Nella sostanza sono stati predisposti tempi più brevi per cancellare dalle banche dati della tutte le informazioni relative ai pagamenti effettuati con ritardo da parte di clienti insolventi. Essere segnalati in questi database è un problema per chi intende richiedere un prestito, poiché gli istituti di credito verificano sempre la reputazione finanziaria dei propri clienti, grazie alle informazioni archiviate nella . Qualora la banca dovesse riscontrare una situazione debitoria a carico del cliente, respingerà inevitabilmente la sua richiesta di finanziamento. Adesso però il legislatore è intervenuto a modificare la disciplina sui cattivi pagatori, apportando importanti novità: in primis, è stato disposto che, in caso di rimborso totale dei pagamenti, venga rimosso il nominativo del cliente insolvente dalla . In secondo luogo, dovranno essere estinte le segnalazioni (registrate prima dell’entrata in vigore della legge 106) relative al mancato pagamento delle rate mensili in numero inferiore a sei o di un’unica rata semestrale. Infine, la legge attribuisce alla Banca d’Italia il compito di verificare l’attuazione di tali norme.

Disciplina sui cattivi pagatori: gli obblighi di trasparenza

Prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina sui cattivi pagatori, il recente decreto legislativo 141/2010 ha predisposto degli obblighi di comunicazione per gli istituti di credito. In sostanza occorre informare sempre il cliente insolvente in caso di iscrizione del suo nominativo all’interno dei registri della centrale rischi. Oltretutto, il personale della banca dovrà mettere al corrente il cliente su tutte le conseguenze collegate all’iscrizione. Infine, l’istituto è obbligato a dare comunicazione al cliente anche quando respinge una richiesta di credito, dopo aver rilevato il suo nominativo in una banca dati.


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