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Probabile fallimento di Dexia: scopriamone le cause

7 ottobre 2011
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Il fallimento di Dexia pare inevitabile, nonostante le contromisure adottate

Il fallimento di Dexia, nonostante il superamento degli stress test di quattro mesi fa, pare inevitabile, dal momento che la banca franco-belga non ha superato l’altro esame delle agenzie di rating. La causa che potrebbe portare al definitivo fallimento di Dexia è stato il recente crollo del titolo in borsa con un picco del 37%, che ha letteralmente spazzato via tutti i tentativi provati per salvare la banca. Da ricordare che Dexia aveva già ricevuto nel 2008 un cospicuo aiuto di 6,4 miliardi di ricapitalizzazione dalla Francia, il Belgio e in misura più ridotta dal Lussemburgo.
Senza dubbio l’istituto di credito franco-belga, nato dalla fusione tra Credit Local de France e Credit Communal de Belgique, tra la fine del 2008 e il giugno 2011, ha ridotto il bilancio da 651 miliardi a 518 miliardi. Operazione resa possibile grazie alla cessione di asset non strategici per 74 miliardi e alla vendita del portafoglio di Financial Products. Bisogna altresì riconoscere a Dexia di aver migliorato, nello stesso periodo di riferimento, il livello di solvibilità e di aver ridotto le esigenze di finanziamento a breve di circa 164 miliardi. Il fallimento di Dexia potrebbe essere tuttavia inevitabile anche per l’incidenza della crisi della Grecia e dei debiti sovrani che hanno reso difficile ogni sorta di finanziamento e vanificato ogni tentativo di risanamento dell’amministratore delegato, Pierre Mariani. Tuttavia, un altro fattore che potrebbe determinare il fallimento di Dexia sono i 96 miliardi di euro di cui aveva bisogno la banca per risanare il bilancio, oltre ai 22 miliardi in titoli di debito dei Paesi dell’Eurozona, compresa l’Italia, dove l’istituto è presente con Crediop.

Dopo il fallimento di Dexia che ne sarà della banca?

In caso di effettivo fallimento di Dexia sarà inevitabile il suo smembramento: nello specifico le operazioni di finanziamento degli enti locali verranno affidate a una società costituita ad hoc dalle francesi Caisse des Depots e Banque Postale, alla quale passeranno anche le obbligazioni di Dexia Municipal Agency. Sarà inoltre creata una bad bank, garantita da Parigi e Bruxelles, che gestirà i 95 miliardi di bond provenienti in parte dagli aiuti ricevuti nel 2008.
Dopo la notizia del quasi sicuro fallimento di Dexia, i ministri delle Finanze francese (Francois Baroin) e belga (Didier Reynders) hanno rassicurato creditori e risparmiatori sulle risorse economiche depositate in banca, al fine di evitare un’inutile corsa agli sportelli.


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