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Banca d’Italia è in conflitto di interessi

22 luglio 2010
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Il 6 luglio è stata presentata al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali una interessante . Come si legge nell’Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00245, Pubblicato il 6 luglio 2010 – Seduta n. 400 Lannutti, giornalista e Presidente , accusa di perpetrare una politica amministrativa basata sulla “sperequazione salariale decisa discrezionalmente“, sull’attribuzione di cariche palesemente conflittuali e sull’assunzione basata su criteri nepotistici.

In particolare, si legge nel testo, ci sarebbero all’interno della struttura dei palesi casi di tra le funzioni, ad esempio “la inspiegabile nomina del dottor Luigi Donato al Servizio Rapporti esterni e Affari generali di vigilanza” mentre in contemporanea “la sua consorte, l’avvocato Olina Capolino, sostituisce di fatto (e da tempo) il Capo del Servizio Consulenza legale della Banca, l’avvocato Marino Perassi, nella gestione del Servizio; l’avvocato Capolino si occupa di delicatissime questioni di vigilanza e tra queste, in particolare, delle questioni relative al Servizio di cui il marito è titolare e responsabile, tra cui la costituzione di parte civile della Banca nei giudizi penali riguardanti reati societari e bancari, la elaborazione di delicatissimi pareri; siede, anche, al tavolo della CEI, di cui il dottor Luigi Donato è responsabile della Segreteria organizzativa, trattando delicatissime questioni sanzionatorie amministrative e anche rilevanti questioni di carattere penale. Si tratta di un evidente caso di conflitto di interessi, che incide su delicatissime funzioni, legali e di vigilanza, inammissibili per la Banca, per il sistema vigilato e per il Paese” annuncia Lannutti e i casi non sono isolati:

con provvedimento del 15 ottobre 2009 il Governatore della Banca d’Italia ha nominato i componenti dell’Arbitro bancario finanziario (ABF); tra i soggetti nominati è presente anche l’avvocato Bruno De Carolis, avvocato la cui posizione segue, nel ruolo del Servizio Consulenza legale della Banca d’Italia, quella dell’avvocato Capo e precede quella dell’avvocato Olina Capolino, coniuge del dottor Luigi Donato. La proposta (e la successiva nomina) dell’avvocato De Carolis favorisce l’avvocato Olina Capolino, donde il legittimo sospetto che essa possa essere stata dettata da interessi personali del proponente. L’avvocato De Carolis ha assunto l’incarico citato mantenendo il proprio rapporto di impiego con la Banca d’Italia; tale posizione contrasta con quanto la normativa (testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993; delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio n. 275 del 2008, recante disciplina dei sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari) prevede sia in termini di imparzialità e di indipendenza (i criteri di svolgimento delle procedure e di composizione dell’organo decidente debbono “assicurare l’imparzialità e la rappresentatività dei soggetti interessati) sia in termini di assenza di vincoli di subordinazione (argomento ricavabile dalla possibilità di nomina dei soli magistrati in quiescenza e, anche, dalla possibilità di valutare le esperienze maturate, vale a dire già ricoperte, come dipendenti delle autorità di vigilanza). La nomina dell’avvocato De Carolis viola anche l’art. 42 del regolamento generale della Banca il quale vieta a tutti i dipendenti dell’Istituto di svolgere attività nell’interesse di banche, intermediari finanziari ed altri soggetti vigilati. E, nel caso dell’ABF, l’attività è svolta anche nell’interesse degli intermediari, i quali, non solo hanno l’obbligo di aderirvi, ma a tale organo designano propri rappresentanti. Tale nomina ha poi irragionevoli ed ingiustificati riflessi di ordine economico”.

Questa scorretta pratica di assegnazione, infatti, pesa non poco sulle tasche dei cittadini. Vedremo come nell’articolo Banca di Italia quanto ci costi.


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1 commento »

  • angelo ha scritto:

    SONO VERAMENTE SCONCERTATO SU QUESTI FATTI BANKITALIA CHE DOVREBBE ESSERE LA BANCA X ANTONOMASIA ITALIANA LA SPINA DORSALE DEL SISTEMA CREA QUESTI LOSCHI MOTIVI DI DISAPPUNTO. PER NON PARLARE DELLA PIAZZA PULITA CHE STA FACENDO TRA LA FINANZIARIE SOPRATUTTO LA BANCA D’ITALIA DI FORLI ,SICURAMENTE ADUSBEF E LA STAMPA DENUNCERANNO FATTI CONCRETI AGLI OCCHII DI NOI ITALIANI, SPERIAMO!?… E POI C’è ANCHE CHI SI PERMETTE DI PARLARE DI DISOCCUPAZIONE (IN CALO) MA DOVE!!!PERCHE SICURAMENTE NON MENSIONA QUELLA BILATERALE RELATIVA ALLE 900 FAMIGLIE CHE LAVORAVANO NELLE FINANZIARIE, CHIUSE O IN PROCINTO DI CHIUSURA PER MANO DELLA B.D.I., INVECE DI MULTARE RIPULIRE INDOTTRINARE , FA CHIUDERE SENZA SE E SENZA MA A SOLO VANTAGGIO DI ALTRE BANCHE ASSETATE DI CAPITALI IN LIQUIDAZIONE. BASTA.

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