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Pensioni? Che futuro ci aspetta?

2 aprile 2010
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I periodi di portano paure e cambiamenti non sempre graditi,  ed i cittadini, eterne vittime di queste equazioni, sono quelli che più facilmente si ritrovano, calcolatrici alla mano, alla ricerca di risposte su un futuro sempre più incerto.

Ultimamente il Sole24Ore, in un suo programma radiofonico, aveva preso in esame la situazione non certo rosea di alcuni fondi pensionistici che, invece di tutelare i capitali pensionistici degli associati e ricavarne ulteriore moneta per gli anni a venire, avevano effettuato avventati ed erronei investimenti e si ritrovavano, al momento, completamente in rosso o ben più che dipendenti dagli alti e bassi del mercato.

Per evitare di puntare tutti i risparmi di una vita su un cavallo incerto, chi ha potuto, ha optato per il pensionamento mentre i giovani ed i precari hanno iniziato a temere seriamente per il loro futuro.

Cosa ne sarà della loro pensione di qui a 40 anni? 40 anni di attività assicureranno un reddito sostenibile per la pensione o non saranno comunqe sostenibili dati gli aumenti inflazionistici e le crisi cicliche?

Per effettuare il calcolo, si considera che, malgrado la tendenza sempre più crescente al ricorso ai precari, un giovane neoassunto riesca a mantenere una retribuzione costante per i prossimi 40 anni e già questa è un’utopia; ma se anche l’utopia si rivelasse fondata cosa accadrebbe? Prendiamo per ipotesi un giovane di 25 anni che lavori per i prossimi 40 anni a tempo pieno e determinato senza interruzioni di sorta (periodi di non lavoro dovuti alla maternità o ad altre necessità familiari). Sempre secondo il Sole24Ore se anche la crisi dovesse ben presto superarsi e l’economia crescere come sperato, a causa dei nuovi tassi di sostituzione della previdenza obbligatoria questo “giovane” 65enne in procinto di pensionarsi potrebbe accedere, al massimo, al 70% del suo ultimo stipendio netto (che in alcune regioni specialmente del sud e per alcune categorie di lavoratori è un valore assolutamente irrisorio soprattutto se paragonato al panorama di aumenti costanti dei prezzi).

Secondo il famoso quotidiano economico per avere qualche speranza di godersi il meritato riposo della terza età si dovrebbe decidere di versare il proprio in fondi pensionistici integrativi già dalla prima assunzione e, solo grazie a questa integrazione, si arriverebbe a coprire un valore netto pari all’80% dell’ultima retribuzione. Questo poi perchè il Governo dà per scontati aumenti salariali al progredire della carriera e non tiene presente che, con l’attuale tendenza a mantenere costanti negli anni gli stipendi dei dipendenti, è molto probabile che l’80% dell’ultimo salario, non sia comunque sufficiente a vivere.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/03/pensione-fondo-puo-salvare.shtml?uuid=cee2bcc2-3b12-11df-b7be-dce468c120ac&DocRulesView=Libero


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