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Dipendenti scolastici, arriva la svolta: aumenti di stipendio da 80 a 110 euro

9 febbraio 2018

Svolta nel mondo della scuola. L’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) e i sindacati hanno firmato questa mattina l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro. Come scrive l’Aran tramite comunicato stampa, saranno coinvolti circa 1.200.000 lavoratori dipendenti tra i comparti Istruzione e ricerca, che hanno assorbito i comparti Scuola, Enti di ricerca, Università, Accademie e Conservatori. Il contratto riguarda docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi.

Il contratto comprende il triennio 2016/2018 e la novità principale riguarda l’aumento in busta paga, da un minimo di 84 euro a un massimo di 111 euro e i dipendenti riceveranno arretrati e incrementi in busta paga dopo il controllo del testo del contratto.

L’ipotesi di contratto, che si divide in una “parte comune” e in sezioni specifiche per le varie categorie, aggiorna alcune parti della disciplina precedente e interviene su alcuni aspetti del rapporto di lavoro come relazioni sindacali, assenze, permessi e codici disciplinari.

Alcune novità interessanti riguardano una nuova disciplina per alcuni istituti del rapporto di lavoro tra cui quelli per l’effettuazione di visite specialistiche ed esami diagnostici.

Un’altra novità riguarda le ferie solidali, che consente ai dipendenti con figli minori in gravi condizioni di salute, che necessitino di una particolare assistenza, di poter utilizzare le ferie cedute da altri lavoratori e le donne vittima di violenza che potranno avvalersi di un’aspettativa.

Per quanto riguarda gli incentivi al personale sarà introdotto un nuovo meccanismo con l’obiettivo di erogare premi aggiuntivi ai più meritevoli in base alle valutazioni ricevute.

Per quanto riguarda la Scuola l’esigenza è quella di garantire la continuità didattica con la permanenza dei docenti per tre anni nello stesso istituto scolastico.

Per quanto riguarda gli Enti di Ricerca ci saranno meccanismi per dare maggiore flessibilità per le progressioni economiche del personale.

“Valorizzare chi opera nei settori della conoscenza significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità ai nostri giovani”. Così il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli su Twitter riconosce il valore del contratto della scuola siglato stanotte che riguarda 1,2 milioni di dipendenti. “Siamo molto soddisfatti per l’intesa raggiunta che, voglio ricordarlo, arriva dopo otto anni di mancati rinnovi. Avevamo preso un impegno preciso, lo abbiamo mantenuto. Abbiamo lavorato, in questi mesi, riuscendo a garantire aumenti superiori a quelli previsti”.

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