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Ape Volontario e Cessione del Quinto della Pensione. Cosa conviene?

19 febbraio 2018

Nei giorni scorsi abbiamo presentato l’Ape Volontario con una guida specifica e dettagliata, riportando le caratteristiche principali del prodotto finanziario che offre l’INPS. Il “prestito-ponte” erogato in 12 mensilità e riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, è stato introdotto con la Legge di Bilancio per il 2017 e permette un’uscita anticipata dal mercato del lavoro fino a 3 anni e 7 mesi (43 mesi) prima della pensione.

Boom di simulazioni sul sito dell’INPS
In pochissimi giorni sul sito dell’INPS sono state registrate ben 90mila simulazioni e presentate quasi 2.500 domande di certificazione di Ape Volontario sui circa 300.000 potenziali interessati annunciati dal presidente dell’INPS Tito Boeri.

Uscita anticipata dal lavoro o prestito bancario?
L’APE Volontario ha tutte le sembianze di un prestito con credito al consumo. La potenziale clientela interessata all’uscita “anticipata” dal mercato del lavoro (non è comunque necessario abbandonare il lavoro) dovrà, infatti, fare i conti con la convenienza del prestito.

L’APE è, come molti altri finanziamenti, un prestito bancario con copertura assicurativa. Saranno gli stessi consumatori a pagare il prestito, con trattenute dirette mensili (esclusa la tredicesima) ventennali sulla pensione: la restituzione del debito inizia infatti alla fine dell’APE Volontario.

Il governo italiano corrisponde un credito d’imposta del 50%: il taglio permetterà di recuperare la metà della parte di rata relativa ad interessi e spese assicurative.

Flessibilità in uscita: la propaganda è veritiera?
Parlare di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro sembra dunque una forzatura: non vengono lenite le norme della durissima Legge Fornero, l’età pensionabile non viene abbassata, non vengono ridotti gli anni contributivi e il prestito viene pagato dal consumatore stesso. Inoltre un altro svantaggio dell’uscita anticipata dal lavoro è che il periodo di APE Volontario sarà vuoto di contribuzione pensionistica. Più si anticipa il pensionamento tanto maggiore sarà poi la rata da restituire in vent’anni e da sottrarre alla pensione di vecchiaia.

Cosa comprendono le rate dell’APE?
Le rate dell’APE Volontario comprendono il capitale versato, gli interessi da corrispondere alla Banca o Istituto Finanziario che ha erogato il prestito e il premio alla Compagnia Assicurativa che salderà il debito nel caso di premorienza evitando di lasciare l’onere ai familiari del consumatore: le somiglianze con la Cessione del Quinto della Pensione sono molte.

Le caratteristiche della Cessione del Quinto della Pensione
La Cessione del Quinto della Pensione è un prestito assicurato vendibile da Banche, Finanziarie, Mediatori Creditizi ed Intermediari Finanziari. È un finanziamento che permette al consumatore di ottenere liquidità immediata rinunciando ad un quinto della pensione. La trattenuta è diretta sulla pensione e può raggiungere un massimo del 20%.

Anche la Cessione del Quinto della Pensione è regolata dalla Legge (180 del 1950) e la richiesta non è rifiutabile dall’ente pensionistico. La rata viene trattenuta ogni mese dalla pensione da parte dell’ente previdenziale e corrisposta all’Istituto che ha erogato il prestito. Non c’è bisogno di garanti o fidejussori, è coperta da Assicurazione (in caso di premorienza il debito non graverà sui familiari ma sarà estinto dalla compagnia assicurativa), si può recedere entro 14 giorni dalla firma del contratto ed è rinnovabile. Ha una durata minima di 24 mesi e massima di 120 mesi.

Non ci sarà bisogno di motivare il finanziamento: la Cessione del Quinto della Pensione, come quella dello Stipendio è un prestito non finalizzato.

Ape Volontario e Cessione del Quinto della Pensione: il confronto
La Cessione del Quinto della Pensione non permette un’uscita anticipata dal lavoro, ma è una soluzione da valutare attentamente in fase di scelta. Prima di prendere una decisione, infatti, il consumatore dovrebbe porsi alcune domande: un prestito con APE Volontario potrebbe portare a sovra-indebitamento? Conviene valutare una permanenza ulteriore nel mercato del lavoro e successivamente chiedere una Cessione del Quinto della Pensione? Conviene rinunciare a parte dei contributi pur di uscire qualche mese prima dal mercato del lavoro? La Cessione del Quinto della Pensione è una delle alternative più valide da valutare nel caso in cui il consumatore (pensionato o prossimo alla pensione) abbia bisogno di liquidità. Il prodotto finanziario può avere alcuni vantaggi rispetto all’APE Volontario. L’APE Volontario conviene di sicuro a chi ha pensioni più alte e chiede somme alte da restituire in breve periodo. Al contrario, più il prestito sarà lungo, più alta la quota da restituire. La Cessione del Quinto della Pensione è un prodotto sicuro pensato per i pensionati. L’importo ridotto della rata, che consiste nel 20% della pensione, è pensato per non portare sovraindebitamento ed è sicuro per il pensionato e per le Banche / Finanziarie e Assicurazioni. Sono salvaguardate le pensioni minime, il finanziamento non è infatti concesso per pensioni di 505 euro al netto dell’eventuale trattenuta. Non può chiedere l’Ape chi avrà un trattamento previdenziale inferiore a 702,65 euro (pari a 1,4 volte il minimo Inps).

Il confronto del TAEG
Per fugare definitivamente questi dubbi occorre in primo luogo valutare attentamente il TAEG, il Tasso Annuo Effettivo Globale, che rappresenta il costo effettivo dell’operazione espresso in percentuale che il cliente deve restituire alla società che ha erogato il prestito o il finanziamento.

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