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2018, ristrutturare casa conviene. Il trend del mercato dei prestiti

16 gennaio 2018

Il 2018 è l’anno giusto per ristrutturare la casa. In base alle esigenze personali, familiari o di impresa si può richiedere un finanziamento su misura che possa soddisfare le aspettative di qualsiasi tipologia di cliente. L’importante, nell’infinità di offerte che si possono trovare online tra mutui, prestiti personali e finanziamenti, è confrontare TAN e TAEG, per orientarsi al meglio, lavoro spesso molto difficile in un settore dove le novità sono all’ordine del giorno. La scelta tra un prodotto finanziario e l’altro dipende in primo luogo dal preventivo degli interventi da effettuare. Per scegliere la migliore soluzione vanno valutati molti fattori: oltre al TAN e al TAEG, bisogna conoscere le spese accessorie e la commissione eventuale di incasso rata eventuale.

Bonus ristrutturazione, la detrazione IRPEF aiuta le famiglie. Numeri in crescita per i prestiti: tassi bassi e trend del mercato

Il 2018 è un anno molto favorevole per chi ha bisogno di effettuare dei lavori in casa. Lo dicono i numeri. Nel 2017, grazie al bonus ristrutturazioni del 50%, si è registrato un gran numero di prestiti finalizzati all’arredamento della casa, quasi un terzo del totale concesso da banche e finanziarie, ancor prima delle auto. La detrazione fiscale IRPEF del 50% delle spese sostenute per i lavori, fino ad un massimo di 96.000 euro ad immobile, ha portato ad un numero molto alto di prestiti, assieme ai tassi più bassi che si possono registrare negli ultimi anni, i più contenuti dal 2011 in poi. Il 2018 è l’anno giusto per ristrutturare casa, dal 1° gennaio 2019, infatti, la detrazione fiscale tornerà al 36% con il limite di spesa per immobile dimezzato a 48.000 euro.  Se vuoi modificare la tua cucina o l’arredamento della casa il momento è quello giusto.

La media dell’importo dei prestiti: gli italiani preferiscono “camminare a piccoli passi”

La media dell’importo dei prestiti rispecchia, però, il carattere oculato degli italiani, che si è sempre storicamente comportato da popolo di risparmiatori, di “formiche”, anche per quanto riguarda il settore dei prestiti e dei finanziamenti, continuando a mantenere un “atteggiamento prudente”, innato nella popolazione italiana. Quasi nei due terzi dei casi, l’importo dei prestiti non supera i 10.000 euro, oscillando tra i 5.000 e i 10.000 nel 29,5% delle richieste. Gli istituti finanziari e le banche privilegiano, come sempre, chi ha un contratto a tempo indeterminato, mentre lavoratori autonomi e professionisti vengono finanziati in pochi casi e a determinate condizioni, con un numero che oscilla tra il 2,9% e il 6%.

In crescita la “qualità” del credito: tendenza positiva per i prestiti

In base alle stime dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana), ci può essere fiducia per quanto riguarda la crescita della “qualità” del credito. I prestiti sono in fase positiva e aumentano annualmente dell’1,3%, in un trend in rialzo da quasi due anni, sia per i prestiti dedicati alle famiglie che per i finanziamenti concessi alle imprese. I tassi applicati ai prestiti sono bassi (poco più del 2,73%), al minimo storico, in calo dello 0,02% rispetto al mese precedente e scesi di poco meno di quattro punti percentuali rispetto al 2007, nel periodo pre-crisi italiana. I dati sono in fase di miglioramento grazie alla crescente “qualità” del credito, alla discesa delle sofferenze nette, allo snellimento burocratico e alla crescente percezione ottimistica dei consumatori sulla situazione macroeconomica. Il credito al consumo è in forte crescita, si attesta su una percentuale del 20% in più rispetto al 2016 (9,4% in più tra gennaio e dicembre).

Che futuro si prospetta? Le previsioni dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Il credito al consumo non avrà tassi di crescita migliori rispetto a quelli attuali. L’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF (Centrale Rischi Finanziari) e Prometeia prevede che le richieste e successive erogazioni di mutui cresceranno resteranno vivaci, ma i ritmi saranno più lenti rispetto al trend attuale. Secondo lo scenario analizzato appare, dunque, il momento adatto per richiedere una forma di finanziamento, in particolare per quanto riguarda il settore dell’arredamento. E in questo caso è fondamentale sapersi muovere nell’infinità di offerte che si può trovare online, per non lasciarsi trovare impreparati nel momento della scelta del finanziamento.

TAN e TAEG, il confronto dei tassi nella scelta del finanziamento

L’operazione fondamentale che si deve attuare per valutare il miglior finanziamento è il confronto di TAN e TAEG, con particolare attenzione a quest’ultimo, il Tasso Annuo Effettivo Globale, detto anche “ISC, Indicatore Sintetico di Costo”, ossia “il tasso di interesse di un’operazione di finanziamento come ad esempio prestito o acquisto rateale di beni o servizi”. Il TAEG, tasso virtuale che non si riferisce alle rate di rimborso, indica il costo totale del finanziamento, che varia da mutuo a mutuo ed è fondamentale da leggere per confrontare il prezzo dello stesso. Il TAN, a sua volta, è “il tasso di interesse puro che si applica a un finanziamento, l’interesse annuo che va corrisposto al finanziatore”. I due tassi vanno analizzati insieme: TAN e TAEG bassi porteranno a un finanziamento conveniente e viceversa.

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