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Mutuo di mafia: pignorare la casa confiscata

2 novembre 2010

Capita che un mafioso decida di acquistare casa e, al posto di intaccare il proprio capitale personale, richieda un prestito alla banca e stipuli quindi un ipotecario. Se a seguito di indagini della procura tale immobile viene confiscato in quanto bene mafioso questo non limita il diritto della banca concessionaria del prestito, di utilizzare tale immobile per il recupero del suo credito, ovvero di pignorare la casa del mafioso, già confiscata, per chiedere la restituzione del debito. Anche se con confisca l’immobile diviene di proprietà dello stato in caso di mutuo ipotecario in corso, la banca mantiene quindi il diritto al . Secondo la Cassazione, infatti, (sentenza 20664/2010) “è irrilevante che la confisca sia emessa dal giudice penale e il pignoramento da quello civile. Ciò che conta è l’anteriorità dell’iscrizione”. Se l’iscrizione ipotecaria precede il sequestro il pignoramento si deve ritenere legittimo e opponibile. La confisca, secondo la Cassazione «non può pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo, in epoca anteriore al l’instaurazione del procedimento di prevenzione, in favore di terzi estranei ai fatti, senza che possa farsi distinzione (…) tra giudice civile e penale».

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-11-01/pignoramento-batte-confisca-mafia-064157.shtml?uuid=AY9THBgC

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