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Come scegliere il giusto tasso

8 novembre 2010
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Quale tasso di interesse conviene scegliere quando si chiede un prestito? Lo abbiamo chiesto a Claudio Brembilla, mediatore creditizio, delegato provinciale in (Federazione che riunisce Agenti Immobiliari e Mediatori creditizi). In caso di mutuo immobiliare, ad esempio, la scelta del tasso, essendo un prestito a lungo termine, è molto importante per calcolare quanto andremo a restituire nel tempo.

Il primo passo è scegliere un istituto bancario che applichi uno spread, ovvero aggiunga una percentuale di guadagno, il più basso possibile perchè tal evalore, che non cambierà nel corso del piano di ammortamento, incide di molto sulla rata da versare ogni mese.

“La tipologia di tasso scelta dipende innanzitutto dalla propensione al rischio del cliente e dalle sue aspettative sull’andamento dei mercati finanziari negli anni successivi alla stipula di mutuo. Nell’ultimo anno il mercato ha determinato la convenienza del : con Euribor a 1 mese intorno allo 0,40% in molti hanno potuto approfittare di un al di sotto del 2%. Tuttavia, con la scelta del tasso variabile, la propria rata di mutuo varia di mese in mese, e non si conosce in anticipo il suo ammontare”.

Per venire incontro alle variate esigenze del mercato molti istituti hanno studiato un tasso variabile con cap ovvero un tasso variabile che può salire solo fino ad una certa cifra: il 5,50%. “Questo limite è una garanzia per il cliente, che usufruisce in questo momento di tassi molto bassi, ma allo stesso tempo lo rende sicuro affinché la rata non superi mai un certo importo”.

“Completamente diversa risulta invece la stipula di un mutuo a . In questo caso il cliente è a conoscenza dell’importo della propria rata di mutuo, che rimarrà invariato per tutta la durata del mutuo. Il tasso fisso si compone di due variabili: lo spread, nonché guadagno della banca, e l’Irs, la cui percentuale varia a seconda della durata di mutuo. A oggi l’Eurirs va da un minimo del 2,20% (eurirs a 5 anni) a un massimo del 3% (eurirs a 30 anni). In questo momento, la scelta di un tasso fisso si rivela ottimale: a 30 anni ad esempio, il tasso fisso risulta intorno al 4,50%. Per rendere più accattivante la scelta del tasso fisso, alcune banche propongono in via eccezionale mutui con questo tipo di tasso, che per i primi due anni è del 2,95%, mentre per gli anni successivi del 4%”.

Fonte: http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/336704/


Finalità del mutuo
Tipo di tasso
Valore immobile Euro
Importo del mutuo Euro
Durata del mutuo anni
Frequenza rate
Età del richiedente
anni
Impiego richiedente
Reddito dei richiedenti Euro
Domicilio del richiedente
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