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Recupero credito giudiziale e stragiudiziale

21 novembre 2011

L’attività di recupero crediti può essere avviata in via Stragiudiziale e in via Giudiziale.

Per Stragiudiziale
si intende l’insieme delle attività finalizzate a stimolare il debitore a regolarizzare, in via bonaria, la propria pendenza, attraverso un’attività di sollecitazione, sia epistolare che verbale, eseguita anche mediante contatto diretto con lo stesso.
In caso di infruttuosità dell’intervento stragiudiziale di recupero credito verrà rilasciata una relazione con indicati i motivi che ne avranno determinato l’inesigibilità.

L’ Articolo 6 del Decreto Legislativo n° 231 del 9 Ottobre 2002 consente di poter richiedere al debitore il risarcimento dei  costi sostenuti dal creditore per l’attività stragiudiziale di recupero credito.
Una pratica già affidata all’avvocato non può essere gestita contemporaneamente dalla società di recupero crediti. L’intervento, da parte della società di recupero crediti, può essere richiesto prima del passaggio della pratica allo Studio Legale oppure al termine della fase Giudiziaria risultata infruttuosa o parzialmente infruttuosa.

Per Recupero Credito Giudiziale
si intende  l’attivazione, sulla base della documentazione attestante la certezza, la liquidità e l’esigibilità di ogni singola partita creditoria, delle varie formalità procedurali previste dalla legislazione vigente, culminanti con la sottoposizione al pignoramento di ogni bene, mobile e/o immobile, di proprietà del debitore, fino al soddisfo delle pretese azionate.

FONTE: http://www.recuperodeicrediti.it/

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