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TUB, l’Antitrust segnala la normativa sui mediatori creditizi

16 luglio 2010
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Le polemiche sulle modifiche al testo unico bancario non allarmano solo ma anche l’Authority per il libero mercato. L’, infatti, ha segnalato al ministro per l’Economia Giulio Tremonti, la sua non approvazione dell’art. 118 del .

Secondo quanto dichiarato nel Bollettino Settimanale l’Antitrust riterrebbe che, l’applicazione dell’art. 118 che consente all’intermediario l’esercizio dello ius variandi sarebbe infatti penalizzante per il consumatore nell’ottica di diminuzione della capacità di scelta e della mobilità della clientela.  Si propone quindi l’abolizione di questo articolo e l’esclusione dello ius variandi dai contratti di prestiti così come già applicato per il mutuo.

Anche le comunicazioni di trasparenza, secondo l’Autority non sarebbero sufficientemente informative per non parlare del fatto che anche il diritto di recesso dovrebbe essere sempre consentito senza l’applicazione di nessuna penale o spesa. Anche nel caso della surrogazione e/o portabilità del mutuo l’Antitrust vorrebbe abolire qualsiasi spesa, compreso il rimborso spese ancora vantato da alcuni istituti e ridurre al minimo l’ingerenza della banca d’origine nel processo mentre, allo stesso tempo, sarebbe sicuramente il caso di introdurre forme di comunicazione a distanza per le operazioni principali.

Non finisce qui, l’Autorità Garante ritiene di dover commentare anche le norme sugli operatori e . Essi dovranno adeguarsi affinché i servizi di pagamento siano uguali sia per gli intermediari finanziari che in raffronto alle banche ed altri istituti di pagamento ordinariamente abilitati. I mediatori creditizi, secondo l’Antitrust, potranno ancora dover fungere da consulenti ma dovranno allo stesso tempo garantire un adeguato canone di affidabilità e la mancanza di conflitti di interesse; mentre per gli agenti in attività finanziaria basterebbe vietare l’uso di agenti mono-mandatari in quanto, l’utilizzo esclusivo di canali pluri-mandatari sarebbe sicuramente una garanzia di maggiore libertà del mercato e libera concorrenza.

Fonte: http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=755033&lang=it


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