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Draghi: “La crescita è fondamentale. L’euro ha portato benefici a diversi Paesi”

7 dicembre 2010

Mario Draghi, Banca d'ItaliaIl governatore della Banca di Italia , alla presentazione del nuovo rapporto sulla stabilità finanziaria, afferma: “La crescita è fondamentale. Crescendo si pagano i debiti ed è altrettanto fondamentale del rigore di bilancio per la stabilità finanziaria”.

Draghi insiste sul punto crescita: “per contrastare le tensioni sui mercati finanziari che colpiscono i Paesi europei”. “Le analisi contenute nel Rapporto sottolineano la forte connessione, a livello internazionale, tra la solidità del settore finanziario e quella dei conti pubblici. Al fine di preservare la stabilità del sistema finanziario, la priorità oggi è adottare politiche che aumentino il potenziale di crescita dell’economia italiana. Di fronte alle forti tensioni che proprio in questi giorni colpiscono più Paesi europei, è essenziale proseguire nelle politiche di consolidamento dei conti pubblici”, sottolinea Draghi. Le prospettive di crescita per l’Italia non sono brillanti: “La crescita dell’economia mondiale prosegue ma rallenta, con andamenti diseguali tra aree. Per l’Italia, nel 2011, il si espanderà a ritmi inferiori alla media dell’area ”. Secondo il rapporto le previsioni sono di un 1% per quest’anno e anche l’anno prossimo e si prevede una lieve accelerazione, + 1,2%, nel 2012, “la dinamica del prodotto si prospetta sostenuta nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, moderata nelle economie avanzate”. Draghi parla delle banche italiane: “La ha colpito solo indirettamente le banche italiane, riparate da un modello di intermediazione fondamentalmente sano – basato sull’attività di intermediazione creditizia in favore di famiglie e imprese – nonché da un quadro regolamentare e da un modello di vigilanza prudenti”.

Prosegue sulla crisi in Italia: “In Italia, sono sei le ragioni per cui la crisi ha toccato in maniera sostanziale l’economia reale e in maniera marginale il sistema finanziario: la qualità dei bilanci delle banche, la solida base di raccolta, il basso indebitamento di famiglie e imprese, una bassa quota dell’attività di finanza rispetto al credito, un quadro regolamentare e di vigilanza molto prudente, un generale equilibrio”. Draghi ricorda come sia fondamentale il ruolo dell’euro: “Rappresenta uno dei maggiori successi dell’integrazione europea e ha portato benefici straordinari a diversi Paesi. E ricorda “la buona tenuta complessiva dei mercati europei nonostante le turbolenze, dove i conti pubblici aggregati dell’area euro sono migliori di quelli di altre aree, e dove l’80% del debito è in mano agli europei”.

La crisi, con l’aumento degli spread di rendimento tra i titoli di stato, “ha esacerbato le differenze tra i diversi Paesi dell’Eurozona”. La crisi ha determinato un riprezzamento dei titoli pubblici con spread diversi da quelli che c’erano prima: un processo traumatico, talvolta eccessivo che non riflette le effettive condizioni di finanza pubblica di alcuni Paesi”.

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