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Cosa sono i limiti provvigionali? Chi ne ha diritto?

17 giugno 2010
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Cosa sono le provvigioni (o commissioni)? A cosa servono? Quanto ci costano? Chi ne ha diritto?

È una domanda che pochi si fanno ma che prima o poi nella vita tutti si troveranno ad affrontare.

Quando si trova una casa in affitto, si richiede un mutuo, si acquista un immobile tramite agenzia, si ottiene un prestito, ci sono una serie di costi accessori, non obbligatori che, se inseriti nel contratto, saremo costretti a pagare.

Questi costi sono comprensivi di diverse voci di bilancio, una delle quali potrebbe essere quella per commissione o provvigione del mediatore/agenzia (o broker). Ma cosa vuol dire erogare una commissione e come si fissa questa tariffa?

Un’agenzia immobiliare, finanziaria, banca o altro mediatore autorizzato e quindi iscritto al ruolo agenti di mediazione richiede solitamente una provvigione assoluta o in percentuale sulla movimentazione economica effettuata, a pagamento delle sue prestazioni. La provvigione viene solitamente pagata per aver fornito al cliente un servizio, l’agenzia immobiliare ad esempio trova un appartamento in affitto o in vendita come da richiesta, il mediatore creditizio trova al cliente una finanziaria o banca che eroghi un mutuo o prestito.

I costi di mediazione sono evitabili e vanno sempre tenuti in conto in quanto spesso innalzano non di poco il costo dell’oggetto a cui miriamo.

Facciamo un esempio tenendo presente alcune medie puramente indicative:

Nel caso di un affitto il canone di mediazione è il 10% dell’affitto annuo, nella migliore delle ipotesi circa 600€ ovvero più di una mensilità;

nel caso di una vendita si arriva anche al  3 – 4 % (una media di 6000 – 10.000 euro ma spesso molto di più)

per un mutuo ci aggiriamo intorno al 2%, e sono circa 4000 euro che possono essere risparmiati rivolgendosi direttamente al produttore

e per un finanziamento le percentuali possono essere dell’8% così come in certi casi anche più alte.

È spesso possibile che su un finanziamento erogato di 10.000 euro vengano caricati il doppio dei costi, ovvero alla fine del prestito la persona si sarà ritrovata a restituire 22.000€. Molti di questi costi sono dovuti alle pratiche di gestione, alle assicurazioni obbligatorie e logicamente agli interessi ma è molto probabile che almeno 3.000 € siano stati caricati in forma di costi di mediazione facilmente evitabili, ma a cui il cliente non ha fatto caso in fase di stipula del contratto. Infatti, sui contratti, è obbligatorio inserire il costo della mediazione in forma percentuale o di valore assoluto ed il cliente “dovrebbe”tenerne conto.

Il valore di una provvigione viene fissato tramite accordo tra il fornitore del servizio (proprietario del prodotto) e l’agente che funge da mediatore. L’unico vincolo per l’accordo sulla percentuale di provvigione è fissato dalle leggi antiusura.

Nel caso delle finanziarie, lo stato, nella figura di Banca di Italia, fissa un massimo percentuale che rappresenta il tasso di interesse soglia, oltre il quale si può parlare di . Purchè il tasso totale del finanziamento sia al di sotto della soglia di usura i mediatori e gli agenti sono liberi di fissare il loro prezzo provvigionale, a volte esagerato.

Le strutture più serie, in effetti, pongono un limite al compenso provvigionale caricabile dai mediatori creditizi ma considerando che non tutti puntano al bene del cliente quanto a quello delle proprie tasche “dovrebbe” essere il compratore/richiedente, prima di firmare un contratto, ad accertarsi che le condizioni cui si sta sottoponendo siano oneste e convenienti.


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