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Coges Finanziaria sospende l’operatività

11 maggio 2010
Pubblicità

Coges Finanziaria Spa, società specializzata nei finanziamenti ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e in particolare nella cessione del quinto, ha sospeso temporaneamente la propria operatività in ordine alla concessione di nuovi prestiti in nome proprio e per conto di intermediari e banche mandanti.

La notizia ci è stata segnalata da un nostro lettore, e in effetti sul sito della finanziaria compare questa comunicazione: “E’ momentaneamente sospesa l’acquisizione di nuove pratiche” senza spiegare le motivazioni che hanno portato alla decisione.

Quello di Coges non è il primo caso di finanziaria che sospende la propria attività. A marzo anche Prestitalia aveva dato la stessa comunicazione, ma nel giro di un mese aveva ripristinato la regolare operatività.

fonte: http://www.cogesfinanziaria.it/html/comunicazione.htm


Finalità del mutuo
Tipo di tasso
Valore immobile Euro
Importo del mutuo Euro
Durata del mutuo anni
Frequenza rate
Età del richiedente
anni
Impiego richiedente
Reddito dei richiedenti Euro
Domicilio del richiedente
Provincia dell’immobile
MutuiOnline S.p.A. - Cap. Soc. 1.000.000 Euro - P. IVA 13102450155
Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n° 235

19 commenti »

  • ACHILLE GRANATA ha scritto:

    La sospensione non è determinata da problemi della società, ma dalle future nuove direttive di Banca Italia, che mira a fare cancellare dal panorama italiano tutte le società operanti nel settore finanziario non collegate a banche. Il controllore è emanazione di banche, infatti la proprietà della Banca d’Italia è di varie banche italiane. Questa tecnica è la più semplice per escludere dal mercato circa 700 “concorrenti”. Ci si chiede dov’è l’autorità per la concorrenza davanti ad un abuso così palese. Ci si dimentica che dietro 700 operatori del settore ci sono oltre 4.000 impiegati, oltre 2.000 consulenti e circa 35.000 clienti, per non parlare dell’indotto. Non sono penalizzati solo i privati, ma anche le aziende. Indiscriminatamente faranno chiudere società di leasing, factoring, sconto commerciale, piccoli prestiti, cessioni del V° ecc.

  • angelo ha scritto:

    Queste operazioni di banca d’italia sono di controllo preventivo che verranno effettuate in tutte le società finanziarie operanti in italia. Il governo ha dato pieni poteri alla banca d’italia , sia legislativo che esecutivo. Benfatto direte voi, ma non è cosi. La banca d’italia farà il bello e il cattivo tempo dando sempre piu potere alle banche di rilievo cercando di eliminare le società finanziarie che non fanno parte della combriccola. La domanda di tutti gli italiani è come è possibile che l’american exspress operava in maniera illecita dopo tutti i controlli annuali effettuati da banca d’italia ? la risposta è semplice : chiedetelo al rag. Draghi .

  • angelo ha scritto:

    Dimenticavo : la Riforma del Testo Unico Bancario (Decreto legislativo 1 settembre 1993, n.385) sarà varata Entro l’11 giugno 2010….. NON CI SEMBRA CHE AD OGGI SIA STATO ANCORA VARATO QUESTO DECRETO. ANCORA UN GIALLO ALL’ITALIANA ?

  • boezio1 ha scritto:

    AVVISO PER IL WEBMASTER.

    Logicamente una notizia così sarà ed è giusto che sia valutata e controllata nella sua totalità; quello che pubblico è totalmente vero, perchè io faccio parte di questo studio, se volete contattare me, vi darò tutte risposte del caso. Grazie per l’attenzione.

    Non capisco perchè, tutte le finanziarie non vengano chiuse! Vi spiego perchè.

    Se non lo sapete, esiste uno studio denominato studio vinx srl con sede a savona via s. caterina 2/6, tel. 019 8338232, il quale si occupa di ricalcoli bancari e finanziar. Ebbene, tutte le aziende grandi, piccole, ma anche molto importanti del panorama nazionale rivolgendosi a quello studio, sono riuscite a far causa alle banche ottenendo o la condanna di direttori o della banche stesse, altrimenti andando a transazione, avendo soddisfazione con rientro di somme ingenti che le banche stesse le avevano sottratto indebitamente perpetrando l’usura con un tasso elevatissimo, documentato da questi indiscutibili e precisissimi ricalcoli, supervisionati da un CTP e successivamente da un CTU nominato dal giudice del tribunale parliamo anche di 600/700%. Gli interessati possono tranquillamente telefonare e chiedere, dicendo che avete letto questa notizia su questo meraviglioso sito.

    La morale è: se le banche vengono condannate per usura, cosa dire di tutte le finanziarie che vengono foraggiate dalle stesse?
    Lascio a voi la conclusione.

    Cordialità.

  • prestito ha scritto:

    Ciao Boezio,
    tengo a precisare che Prestitotto è solo un mezzo di comunicazione non di controllo, per questo motivo in caso di comunicazioni mendaci ne risponderai in prima persona.

    Per quanto riguarda la tua dichiarazione non credo sia giusto generalizzare; come in ogni settore ci sono delle mele marce, ma questo non implica che tutto il settore bancario italiano lo sia.

    Ciao e a presto

  • boezio1 ha scritto:

    Grazie per la risposta Prestitotto.

    Per quanto riguarda le mie dichiarazioni, sono facilmente verificabili in studio, con tutte le pratiche di aziende/clienti importanti e meno, sia a livello locale che nazionale.

    Invece per quanto concerne il sistema bancario, le mele marce sono TUTTE, datemi retta ripeto, lo possiamo dimostrare.

    Un grazie allo staff, per la possibilità che permette ai lettori di questo sito, di commentare liberamente, ma sempre con educazione e moderazione.

  • FYLUM ha scritto:

    TORNIAMO PER CORTESIA ALL’ARGOMENTO.
    COGES E’ SOSPESA MA CONTINUA A PUBBLICIZZARSI SU LEGGO (NOTO FREE PRESS) INOLTRE IL SITO PERMETTE DI INSERIRE NUOVE RICHIESTE.
    IL POTENZIALE CLIENTE RIMARRA’ ALL’OSCURO DI TUTTO!!!!
    NONOSTANTE I PROVVEDIMENTI DI BANKITALIA PERSISTONO…………….. .

    SCORRETTI SINO ALLA FINE.

  • FYLUM ha scritto:

    PRIMA DI AGGIUNGERE ALTRO CONSIGLIEREI ATTENTA LETTURA DI QUANTO SEGUE:

    Provvedimento

    PI5669 – COGES FINANZIARIA

    tipo Chiusura istruttoria

    numero 17003

    data 21/06/2007

    PUBBLICAZIONE Bollettino n. 25/2007

    Testo Provvedimento
    Testo Provvedimento
    PI5669 – COGES FINANZIARIA
    Provvedimento n. 17003

    L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

    NELLA SUA ADUNANZA del 21 giugno 2007;

    SENTITO il Relatore Professor Piero Barucci;

    VISTO il Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo;

    VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, di cui al D.P.R. 11 luglio 2003, n. 284;

    VISTI gli atti del procedimento;

    CONSIDERATO quanto segue:

    I. RICHIESTA DI INTERVENTO

    Con richiesta di intervento pervenuta in data 11 dicembre 2006, il Comando Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza ha segnalato la presunta ingannevolezza, ai sensi del Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo n. 206/05, del messaggio pubblicitario diffuso, in data 5 dicembre 2006, sul quotidiano “Leggo”, edizione Roma, a pag. 22, relativo all’erogazione di prestiti e mutui da parte della società COGES Finanziaria S.p.A.
    Nella richiesta di intervento si evidenzia che il messaggio, omettendo di indicare gli elementi essenziali da cui poter ricavare le condizioni economiche di erogazione del finanziamento e l’incidenza delle voci che partecipano alla determinazione del costo complessivo dello stesso, non consente al consumatore di valutare la reale convenienza dei servizi finanziari erogati da COGES.

    II. MESSAGGIO

    Il messaggio oggetto della richiesta di intervento consiste in un’inserzione, dalla head line “PRESTITI Senza intermediari & MUTUI, Fino al 100% – fino a 40 anni”.
    Lo spazio sottostante è ripartito in due riquadri, dedicati rispettivamente a ai prestiti e ai mutui.
    In particolare, nella parte sinistra dell’inserzione, quella relativa all’erogazione di prestiti, vengono indicati “dipendenti, autonomi e pensionati” come i soggetti a cui è rivolto il messaggio. “Senza intermediari”; “il tuo prestito vale di più perché ci sei solo tu e Coges Finanziaria e nessun passaggio intermedio fra chi chiede il prestito e chi lo finanzia”. Sotto l’indicazione “Esempi” è riportata una tabella raffigurante alcune soluzioni di prestito, con la specificazione laterale in caratteri più piccoli che essi “non costituiscono offerta, sono validi dal 01-09-2006 fino a nuova comunicazione, riguardano prestiti comprensivi di garanzia assicurativa calcolati su una dipendente pubblica con 30 anni di età e 10 di servizio, in osservanza delle norme sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari (Legge n. 154 del 17/02/92). Taeg riferiti agli esempi in tabella: MIN 7,905 – MAX 8,684%”.
    Nel riquadro dedicato ai mutui, si fa riferimento all’“acquisto, liquidità ristrutturazione, consolidamento debiti, sostituzione del tuo vecchio mutuo con uno nuovo a tasso più basso, esito in 48 ore (con busta paga e Mod 101)”. Anche in questo riquadro sono presenti alcuni esempi di finanziamento, nonché un rimando ai “fogli informativi presso l’ufficio”.
    In fondo alla pagina compare la scritta “senza intermediari il tuo prestito vale fino al 15% in più! Chiamaci per ogni esigenza, il preventivo è gratuito!”, con i numeri di telefono e di fax, l’indirizzo della sede della società, il numero di iscrizione all’UIC.

    III. COMUNICAZIONI ALLE PARTI

    In data 1° febbraio 2007 è stato comunicato al segnalante e alla società COGES Finanziaria S.p.A. (di seguito anche COGES), in qualità di operatore pubblicitario, l’avvio del procedimento ai sensi del Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo n. 206/05, precisando che l’eventuale ingannevolezza del messaggio pubblicitario oggetto della richiesta di intervento sarebbe stata valutata ai sensi degli artt. 19, 20 e 21 del citato Decreto Legislativo, con particolare riguardo alle caratteristiche dei servizi di finanziamento offerti, alle modalità e condizioni economiche alle quali i prestiti ed i mutui pubblicizzati vengono effettivamente erogati, ai tempi di erogazione, alla natura e qualificazione dell’attività svolta dall’operatore pubblicitario, alla rilevanza delle eventuali omissioni informative riscontrabili nel messaggio.

    IV. RISULTANZE ISTRUTTORIE

    Contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento è stato richiesto alla COGES Finanziaria S.p.A., in qualità di operatore pubblicitario, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del D.P.R. n. 284/03, di fornire informazioni e relativa documentazione riguardanti:
    - la natura dell’attività svolta;
    - le modalità e le condizioni economiche alle quali vengono effettivamente erogati i prestiti indicati nel messaggio con la dicitura “ricavo netto”, specificando l’entità del TAN e del TAEG e l’ammontare delle singole voci di costo;
    - le modalità e le condizioni economiche alle quali vengono effettivamente erogati i prestiti indicati nel messaggio come esempi di mutuo per acquisto casa a tasso variabile, ed i mutui, specificando l’entità del TAN e del TAEG e l’ammontare delle singole voci di costo;
    - documentazione dettagliata dalla quale risulti che i consumatori non sostengono costi nei casi in cui il finanziamento non va a buon fine;
    - chiarimenti in merito all’indicazione “gli esempi in tabella non costituiscono offerta, sono validi dal 1.9.2006 fino a nuova comunicazione”;
    - documentazione dettagliata dalla quale si evinca che sono stati concessi mutui per la casa “fino al 100%”;
    - documentazione atta a comprovare che “senza intermediari il tuo prestito vale fino al 15% in più”.
    Inoltre, al fine di disporre di elementi utili ad una più puntuale valutazione del messaggio segnalato, è stato richiesto all’operatore pubblicitario di fornire informazioni in merito:
    - alla programmazione pubblicitaria del messaggio oggetto della richiesta di intervento, precisandone i canali di diffusione nonché le relative date;
    - alla programmazione della campagna pubblicitaria a cui il messaggio segnalato è riconducibile, comprensiva di copia di altra eventuale tipologia di messaggio e delle indicazioni circa la testata o l’emittente interessata, le date e gli orari di apparizione (per i messaggi a mezzo stampa, televisivi o radiofonici), il luogo, la durata, la numerosità delle affissioni (nel caso di pubblicità esterna).
    Con memoria pervenuta in data 15 marzo 2007 la società COGES Finanziaria S.p.A. ha rappresentato quanto segue:
    a) è iscritta all’elenco degli intermediari finanziari tenuto dall’U.I.C. (n. 1392/106) per conto del Ministero del Tesoro, ed è in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 15 del D.P.R. n. 180/50 per concedere prestiti agli impiegati e ai salariati dello Stato contro cessione di quote di stipendio o di salario con garanzia INPDAP, come risulta dalla documentazione allegata;
    b) gli esempi di finanziamento pubblicizzati sono relativi all’erogazione di prestiti personali contro cessione di quote di stipendio o salario, che costituisce l’oggetto principale della sua attività; l’erogazione dei citati finanziamenti avviene a tasso non indicizzato e quindi non è soggetto a variazioni durante il periodo di ammortamento dell’operazione; per la stipula dei citati contratti è obbligatoria una copertura assicurativa relativa al rischio vita ed al rischio impiego il cui costo è variabile;
    c) il calcolo del TAEG prospettato nel messaggio è veritiero, giacché, ai sensi del Decreto Ministeriale n. 228 del 24 settembre 1998, nel quale sono fornite “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura”, è espressamente previsto che dal calcolo del TAEG debba essere detratto il costo delle polizze assicurative di garanzia delle cessioni;
    d) gli esempi di prestito riportati nella pubblicità in contestazione, sono determinati sulla base delle metodologie previste dalla legge ed indicate dal Ministero del Tesoro e dall’Ufficio Italiano Cambi, dal quale si evince che il TAEG utilizzato rientra nella forcella indicata nel messaggio;
    e) nel messaggio è specificato che gli esempi della tabella non costituiscono offerta al pubblico, ma rispecchiano l’effettivo tasso applicato nel periodo di tempo prossimo a quello della pubblicazione;
    f) con riferimento all’inciso “senza intermediari il tuo prestito vale fino al 15% in più” La Coges Finanziaria S.p.A. ha svolto un’analisi comparatistica delle soluzioni di prestito diretto da lei formulate rispetto a quelle di agenti/mediatori ed altri intermediari che non erogano direttamente il prestito (allegato 9);
    g) la società, allo stato attuale, non ha ancora ricevuto richieste di operazioni di mutuo avendo da poco tempo predisposto il relativo servizio e non ha potuto, di conseguenza, allegare relativa documentazione.
    Dai 33 contratti allegati si evince che il TAN applicato corrisponde effettivamente al 5% indicato nel messaggio.
    Dai 24 contratti allegati che risultano stipulati direttamente con dipendenti pubblici risulta che il TAEG applicato rientra nel range indicato nel messaggio.
    Dai Fogli Informativi (allegato 10) e dall’Avviso alla clientela (allegato 11) si evince la gratuità della fase istruttoria.
    Secondo quanto risulta dai documenti allegati (n. 14), il messaggio in contestazione è stato diffuso nel mese di dicembre, sempre tramite pubblicazione su “Leggo”, nelle edizioni di Roma e Milano.
    Il 27 aprile 2007 è stata comunicata alle parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’articolo 12, comma 1, del D.P.R. n. 284/03.

    V. PARERE DELL’AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

    Poiché il messaggio oggetto del presente provvedimento è stato diffuso a mezzo stampa, in data 10 maggio 2007 è stato richiesto il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai sensi dell’articolo 26, comma 5, del Decreto Legislativo n. 206/05.
    Con parere pervenuto in data 11 giugno 2007 la suddetta Autorità ha ritenuto che il messaggio in esame costituisce una fattispecie di pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 19, 20 e 21 del Decreto Legislativo n. 206/05, sulla base delle seguenti considerazioni:
    - il messaggio, nel non specificare il TAEG – tasso annuo effettivo globale, ossia l’indicatore sintetico del costo totale del credito espresso in percentuale sull’ammontare del prestito concesso, per il calcolo del quale sono considerate anche le spese accessorie quali le spese di istruttoria, chiusura pratica, mediazioni etc…, non fornisce informazioni sufficienti alla valutazione dell’offerta pubblicizzata;
    - la stessa normativa di settore, in particolare l’articolo 123 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo il valore del TAEG, comunque, debba essere chiaramente indicato con ciò attribuendo a tale informazione, già nella prima fase comunicazionale, carattere di essenzialità al fine della corretta percezione da parte dei consumatori dell’offerta in termini di convenienza;
    - l’idoneità ingannatoria del messaggio non può essere esclusa dalla circostanza che il consumatore sia in grado di apprendere le informazioni circa le condizioni economiche del prestito nel momento successivo alla stipulazione del relativo contratto con un istituto di credito o altra società finanziaria: la disciplina in materia di pubblicità ingannevole è volta infatti a salvaguardare la libertà di autodeterminazione del consumatore da ogni interferenza ingiusta fin dal primo contatto pubblicitario, imponendo dunque all’operatore commerciale un preciso onere di chiarezza e completezza nella redazione della propria comunicazione d’impresa;
    - lo stato di bisogno dei soggetti che si rivolgono ad una finanziaria per ottenere in tempi brevi un finanziamento può comportare la disponibilità a soggiacere a condizioni contrattuali diverse e più onerose rispetto a quelle indicate nei messaggi, rese particolarmente allettanti dalla scelta di esempi corrispondenti a costi del credito particolarmente bassi o comunque inferiori alla media;
    - il fine promozionale si realizza esclusivamente attraverso il messaggio, il quale esaurisce la sua funzione propria nell’indurre il destinatario a rivolgersi all’operatore, cosicché non può essere ritenuto idoneo a sanare l’incompletezza delle informazioni fornite su elementi riconosciuti essenziali quali le condizioni economiche di offerta del servizio pubblicizzato il rinvio a ulteriori fonti informative cui il consumatore è invitato a rivolgersi;
    - il messaggio de quo, in quanto contenutisticamente inidoneo ad informare i destinatari sulle condizioni economiche dei servizi offerti dall’operatore, è in grado di orientare indebitamente le scelte dei consumatori, in considerazione dell’erroneo convincimento che può indurre circa i costi effettivi.

    VI. VALUTAZIONI CONCLUSIVE

    Il messaggio pubblicitario in esame lascia intendere che il consumatore, rivolgendosi a COGES, potrà ottenere direttamente i finanziamenti di cui ha bisogno, prestiti personali e mutui relativi alla casa, fornendo alcuni esempi.
    Dalla documentazione acquisita nel corso del procedimento è emerso che effettivamente l’operatore pubblicitario svolge legittimamente l’attività pubblicizzata.
    In riferimento alla qualifica dell’operatore pubblicitario, il messaggio non presenta quindi profili di ingannevolezza.
    Con riguardo agli esempi contenuti nella tabella relativa a operazioni di prestito a dipendenti pubblici contro cessione del quinto dello stipendio, dai contratti di finanziamento prodotti si evince che COGES ha effettivamente erogato nel periodo di riferimento dei finanziamenti applicando un Taeg compreso fra il minimo e il massimo indicato nella tabella e con un Tan pari al 5% pubblicizzato. Infatti, il Decreto del Ministero del Tesoro n. 228 del 24 settembre 1998, che fornisce le “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura”, al punto C4 specifica che “nelle operazioni di prestito contro cessione del quinto dello stipendio […] le spese per assicurazione in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del debitore (considerate obbligatorie) non rientrano nel calcolo del tasso”.
    Le indicazioni relative agli esempi di prestiti a dipendenti pubblici dietro cessione dello stipendio appaiono idonee a porre il consumatore in grado di comprendere la reale convenienza degli esempi prospettati. In tal senso, il messaggio non appare idoneo ad indurre in errore i consumatori circa le caratteristiche dei servizi di prestito a dipendenti.
    Diversamente è a dirsi, invece, con riguardo all’esempio relativo a mutui per acquisto casa, nel quale si indicano diversi ammontari di capitale e l’importo delle rate mensili per diverse durate di mutuo, calcolate sulla base di un “tasso variabile”, senza ulteriori precisazioni. Occorre, peraltro, ricordare che la normativa in materia di servizi finanziari e di credito al consumo, (articolo 123 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385), recante “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo il valore del TAEG debba essere chiaramente indicato al fine della corretta percezione da parte dei consumatori dell’offerta in termini di convenienza [L’art. 123 del D.lgs. 1° settembre 1993 n. 385, “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, così recita: “( Pubblicità), 1. Alle operazioni di credito al consumo si applica l'art. 116. La pubblicità è, in ogni caso, integrata con l'indicazione del TAEG e del relativo periodo di validità. 2. Gli annunci pubblicitari e le offerte, effettuati con qualsiasi mezzo, con cui un soggetto dichiara il tasso d'interesse o altre cifre concernenti il costo del credito, indicano il TAEG e il relativo periodo di validità. Il CICR individua i casi in cui, per motivate ragioni tecniche, il TAEG può essere indicato mediante un esempio tipico”.].
    Il settore finanziario rientra, infatti, tra quelli che si contraddistinguono per la forte asimmetria informativa esistente tra operatori economici e consumatori e ciò in conseguenza della complessità della materia e della scarsa conoscenza del consumatore rispetto ad un servizio cui non si ricorre con frequenza.
    Il messaggio, non contiene alcuna indicazione circa i criteri utilizzati per lo sviluppo del calcolo che ha condotto alle somme riportate nella tabella, né indici opportuni, quali il TAEG, dai quali sia possibile ricavare elementi informativi circa i costi che il consumatore dovrebbe sostenere se decidesse di rivolgersi a COGES per chiedere l’erogazione di un mutuo casa.
    In tal modo, al consumatore non è dato alcun elemento che lo aiuti a comprendere la reale portata economica degli esempi di mutuo prospettati e pertanto di confrontare la convenienza dei servizi offerti da COGES rispetto a quelli offerti da altri operatori.
    Tale omissione, riguardando il costo del servizio, cade su un elemento fondamentale nella determinazione di scelta del consumatore, e per tale motivo è in grado di pregiudicarne il comportamento economico.
    Alla luce delle risultanze istruttorie, pertanto, il messaggio pubblicitario in esame appare idoneo ad indurre in errore i consumatori in merito alle caratteristiche dei mutui casa pubblicizzati.

    VII. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

    Ai sensi dell’articolo 26, comma 7, del Decreto Legislativo n. 206/05, con la decisione che accoglie il ricorso, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 100.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.
    In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’articolo 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’articolo 26, comma 12, del Decreto Legislativo n. 206/05: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa.
    Con riguardo alla gravità della violazione, si tiene conto nella fattispecie in esame della debolezza psicologica dei destinatari dovuta alle condizioni economiche in cui versano i soggetti a cui il servizio di prestito è rivolto, dell’ampiezza della diffusione del messaggio, mentre per quanto riguarda la durata della violazione, si ritiene necessario considerare che il messaggio è stato diffuso nel mese di dicembre 2006.
    Alla luce dei predetti criteri, la sanzione da applicare alla COGES Finanziaria S.p.A., può essere determinata in misura pari a 13.600 € (tredicimilaseicento euro).

    RITENUTO, pertanto, in conformità al parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che il messaggio pubblicitario in esame è idoneo a indurre in errore i consumatori in ordine alle effettive caratteristiche dei mutui casa pubblicizzati, potendo, per tale motivo, pregiudicarne il comportamento economico

    DELIBERA

    a) che il messaggio pubblicitario descritto al punto II del presente provvedimento, diffuso dalla società COGES Finanziaria S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una fattispecie di pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 19, 20, e 21, lettera b), del Decreto Legislativo n. 206/05.
    b) che venga comminata a COGES Finanziaria S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di 13.600 € (tredicimilaseicento euro).

    La sanzione amministrativa di cui alla precedente lettera b) deve essere pagate entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, con versamento diretto al concessionario del servizio della riscossione oppure mediante delega alla banca o alle Poste Italiane, presentando il modello allegato al presente provvedimento, così come previsto dal Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 237.
    Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.
    Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.
    Ai sensi dell’articolo 26, comma 10, del Decreto Legislativo n. 206/05, in caso di inottemperanza alla presente delibera l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.
    Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
    Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’articolo 26, comma 12, del Decreto Legislativo n. 206/05, entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

    IL VICE SEGRETARIO GENERALE
    Alberto Nahmijas IL PRESIDENTE
    Antonio Catricalà

  • prestito ha scritto:

    Caro Fylum,
    potrebbe essere che il contratto pubblicitario sia stato stipulato prima della sospensione!

    A presto

  • Domenico ha scritto:

    Buongiorno vorrei chiedervi se qualcuno ha avuto a che fare con una società dal nome Gruppo Effeggi SpA
    Saluti

  • Luca ha scritto:

    Premettendo che per motivi di lavoro ho avuto a che fare non meno di 8 anni fa con Coges Finanziaria (per cui le evoluzioni odierne non le conosco) non concordo assolutamente con Fylum.

    L’ho sempre considerata una società seria. Il motivo che si sia presa una multa dal garante non vuol dire nulla… a livello pubblicitario è sempre difficile stabilire i limiti nei quali sottostare.

    Probabilmente le pianificazioni di leggo e free press risalgono a molto prima rispetto al provvedimento e credo il board aziendale sia troppo impegnato in altre cose prima di pensare a ciò.

    Sono invece disgustato ogni giorno di più dagli atteggiamenti di Banca d’Italia che dopo Eurofiditalia, Idea, Zopa è arrivata anche da Coges.
    Credo che volendo farebbe chiudere chiunque è chiaro che vuol penalizzare le finanziarie a vantaggio degli istituti bancari … ma dico io per anni (e ancora oggi) ci sono banditi che chiedono spese dietro promesse di false erogazioni che non avverranno mai… e poi ci sono finanziarie che magari non rispettano alcuni cavilli burocratici! Dove va banca d’Italia?? Ovviamente dagli erogatori… e gli altri continuano a fare i banditi!!

    Ma dico da Amex a Coges a Idea ed affini sono anni che operano … allora vuol dire che per anni non hanno rispettato le normative… e vuol dire che banca d’Italia o UIC per anni non hanno effettuato controlli!! Non ci vengano a raccontare che non sapevano chi fossero e come operassero!!

    Boh davvero disgustato!!

  • angelo ha scritto:

    SALVE A TUTTI COME SEMPRE IN ITALIA CI SONO FIGLI E FIGLIASTRI….. PER ESEMPIO LA CARA IBL IN QUESTO MOMENTO è SOTTO CONTROLLO DELLA BANCA D’ITALIA STESSE PRATICHE CHE STANNO ACCADENDO IN ALTRE FINANZIARIE MA CON LA DIFFERENZA CHE I CONTROLLORI NEI LORO UFFICI SEMBRANO MOSCHE CHE GIRANO. QUESTA IBL HA PROPRIO DELLE CONOSCENZE POTENTI…. GRANDE IBL .

  • prestito ha scritto:

    Non pensi che solo perchè gli Ispettori della Banca d’Italia siano amichevoli non stiano facendo il loro lavoro.

    Anzi, secondo la mia esperienza un tono cordiale molte volte è semplicemente una strategia per carpire più informazioni possibili.

  • angelo ha scritto:

    CARO LUCA NON FARTI TROPPE DOMANDE SE CONOSCI IL MONDO DELLE FINANZIARIE E DELLE INTERMEDIAZIONI BANCARIE SAPRAI ANCHE CHE BANCA D’ITALIA è UNO STRUMENTO DELLO STATO E LO STATO NON SIAMO NOI CITTADINI ITALIANI MA LORO RICCHI POLITICI. NON DISGUSTARTI …. LE FINANZIARIE E LE BANCHE LE MULTE LE PRENDONO TUTTI I GIORNI, CON LA DIFFERENZA CHE DI ALCUNE TE LO FANNO SAPERE E DI ALTRE NO PROVOCANDO NEGLI INTERESSATI ALL’ARGOMENTO PREGIUDIZI… CIAO E INFORMATI DI PIU SUL SETTORE.

  • angelo ha scritto:

    CIAO PRESTITO IL TUO NICK è UN PROGRAMMA COMPLIMENTI. SAI NESSUNO METTE IN DUBBIO IL BUON ESITO E IL TIPO DI LAVORO CHE SVOLGONO GLI OPERATORI DI CONTROLLO, MA LA DIFFERENZA CHE INTRAPRENDE BANCA D’ITALIA NELLE STESSE OPERAZIONI CON ALTRE FINANZIARIE E BANCHE PER ESEMPIO IBL NON è STATA SOSPESA MOMENTANEAMENTE PUR SUBENDO STESSO CONTROLLO COME IN ALTRI ISTITUTI. OVVIAMENTE IBL è UN MIO LAMPANTE ESEMPIO TI POTREI FARE ALTRI NOMI è ..

  • prestito ha scritto:

    Grazie per il complimento :) cmq se vuoi la prossima volta scrivo Admin!

  • andrea ha scritto:

    Perchè mai nessuno si è sentito in dovere, a distanza di molti giorni dalla notizia ufficiale pubblicata anche sul bollettino di vigilanza di B.I., di dare un minimo di risalto alla revoca del blocco operativo comminato a Coges Finanziaria? Perchè mai nessun commento sul particolare trattamento riservato a questa 107, a parte qualche voce isolata al momento dell’attivazione del provvedimento? Pare che la società in questione abbia ottemperato a quanto richiesto dall’istituto di vigilanza e sia riuscita a non soccombere in tutto questo periodo di blocco totale, 10 mesi che avrebbero messo al tappeto chiunque ed in particolar modo un’azienda monoprodotto come Coges.
    Con quale logica B.I. ha tenuto Coges nel congelatore, visto che ancora oggi sull’argomento ristori dovuti per le operazioni fatte in violazione all’art. 39 T.U. l’istituto di via nazionale non ha fornito un parametro, una percentuale, un qualsiasi dato di riferimento valido per tutti gli operatori del settore? Ragionando con logica “normale” e non stile B.I., viene da pensare che se Coges è stata sbloccata, visto il costante monitoraggio cui è stata sottoposta, il parametro da questa utilizzato nel ristorare la clientela sia stato pienamente gradito e condiviso.
    Ai posteri e intanto in bocca al lupo a Coges

  • angelo ha scritto:

    Caro andrea ho notizie che coges ha tutti i suoi dipendenti in cassa integrazione e alcuni si sono licenziati e sono stati presi da altre finanziarie. la società difficilmente tornerà operativa mi dicono.

  • Paolo ha scritto:

    I dipendenti coges sono tutti in cassa integrazione e ci rimarranno per un bel Po finche la società non chiuderà… Altro che.

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